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vendredi 25 février 2011

Gheddafi, l'imbarazzo sardo

di Maurizio Porcu

Sull'isola la famiglia del dittatore era di casa: vacanze extra lusso sponsorizzate da Marta Marzotto, bunga bunga per i figli del Rais e grandi affari con la Saras di Moratti. L'università di Sassari voleva perfino dargli una laurea ad honorem


Gheddafi col seguito a passeggio per Roma Gheddafi col seguito a passeggio per RomaÈ sempre stato molto stretto il rapporto dei Gheddafi con la Sardegna. Non solo per ragioni economiche ma anche perché da quasi vent'anni i giovani rampolli del dittatore libico erano di casa in Costa Smeralda.

I più discreti erano Seif, il figlio pittore, e Aisha, raramente vista fuori dalla sontuosa villa sul mare. Invece Anibal, "il capitano" - un debole per gli yacht e le crociere - in Costa Smeralda ha sempre alternato il suo panfilo chilometrico alle scorribande automobilistiche, durante le quali confondeva le strade di Porto Cervo con quelle di un Gran Premio di Formula uno. Anche Moutassem ("il dottore" che alla professione medica ha preferito dedicarsi alla cura degli investimenti finanziari) e Al Saadi (bidone del calcio che ha giocato nel Perugia, Udinese e Sampdoria) si sono fatti notare per spese folli e notti brave in discoteca a base di cocktail, risse con i buttafuori e scorribande con auto sportive.

In Sardegna i Gheddafini sono arrivati nel 1994, accompagnati fin d'allora da Marta Marzotto, che nel corso degli anni è sempre stata al fianco della famiglia del Rais: «Al Saadi è un ragazzo simpatico, dolcissimo, per niente arrogante. Essere ricco, possedere macchine e panfili non é un peccato. Forse scatena la gelosia, come in questo caso», sosteneva la contessa.

Nell'estate del 2003 i Gheddafi, si rendono partecipi di una mega rissa di cui nell'isola ci si ricorda ancora, ma l'anno più 'caldo' è il 2005: quando i giovani figli del dittatore passano quasi tutta l'estate in Costa. A luglio Al Saadi si rende protagonista di un tragico incidente, ma a farsi carico del fattaccio sarà un uomo della scorta e nessuno saprà più niente. E pochi giorni dopo lo stesso Al Saadi sfreccia alle quattro di notte con la sua Ferrari nera sulle curve di Porto Cervo, da Liscia di Vacca al Piccolo Pevero.

Nello stesso anno i Gheddafi presentano un piano di sviluppo turistico sulle coste libiche. Progetto che forse ha riempito un po' di pagine dei giornali e del quale non si è saputo più nulla. Anzi: l'estate finisce col conto in rosso: non per gli spacconi libici ma per gli hotel che li ospitavano. Si parla di 3-400 mila euro mai pagati.

Non si contano gli amori per Al Saadi e Moutassem durante le loro vacanze sarde. Fidanzata di Al Saadi è l'attrice Isabella Orsini, prima di conoscere il principe del Belgio Edouard Lamoral e convolare a nozze con lui nel 2009. Colpito dal fascino delle italiane è anche Moutassem che, fino al 2009, era fidanzato con Francesca Chillemi, miss Italia 2003.

La ciliegina sulla torta, non si capisce bene se per i meriti come statista o per come ha cresciuto i figli, la vuole mettere la Facoltà di Giurisprudenza di Sassari con la proposta di una laurea honoris causa al dittatore. La proposta viene difesa dal preside Giovanni Lobrano e approvata dal consiglio di facoltà. Un regalo in vista della sua partecipazione al G8, che da lì a poco si terrà a L'Aquila. Parte però la levata di scudi che vede in prima linea il professor Attilio Mastino, che da lì a poco diventerà Rettore, che la bolla come «un'idea inappropriata». Segue la raccolta di firme dei Radicali che vedono schierati dalla loro parte 560 docenti della facoltà italiane e la proposta della laurea honoris causa si arena.

La presenza di Muammar Gheddafi in Sardegna ha un peso ancora più importante se si va a Sarroch, periferia di Cagliari, e si bussa alla Saras della famiglia Moratti. In un comunicato stampa dei giorni scorsi, la società che gestisce la più importante raffineria italiana (per quantità di greggio lavorato e per fatturato) ha rassicurato i mercati dicendo che non ci sono rischi, per ora, dal tracollo del regime libico. Qualche dubbio però rimane visto che il 40 per cento dei 13 milioni di tonnellate di greggio che vengono lavorati in Sardegna, arriva proprio dalla Libia.

È così che il contraccolpo economico della crisi libica potrebbe partire proprio dalla Sardigna investendo Sicilia e Lombardia che sono le Regioni italiane più interessate dai rapporti economici con la Libia. A livello nazionale, spiegano dalla Cgia di Mestre, nei primi nove mesi del 2010, il saldo commerciale con la Gran Jamahiriya si è chiuso con un risultato di -6,7 miliardi di euro, dato dalla differenza tra il valore delle importazioni dal paese nord africano (pari a 8,54 miliardi di euro) e dalle esportazioni realizzate dalle nostre imprese verso la Libia (valore pari a 1,82 miliardi di euro). Sempre nei primi nove mesi del 2010 il saldo commerciale per Sardegna, Sicilia e Lombardia presenta valori estremamente negativi. Nel primo caso il saldo è stato pari a -1,629 miliardi di euro, nel secondo caso -1,051 miliardi di euro, nel terzo caso pari a 1,019 miliardi di euro. In queste aree, aggiungono dall'associazione mestrina, l'incidenza percentuale del gas e del petrolio sul totale delle importazioni dalla Libia oscilla tra il 95,5 per cento della Sardegna, il 78,8 per cento della Sicilia e il 70,9 per cento della Lombardia.

mardi 22 février 2011

Libye: alerte maximum dans les bases aériennes italiennes

En août 2010, Silvio Berlusconi et Muammar Kadhafi célébraient à Rome le deuxième anniversaire du traité d'amitié entre les deux pays.

En août 2010, Silvio Berlusconi et Muammar Kadhafi célébraient à Rome le deuxième anniversaire du traité d'amitié entre les deux pays.

L'Italie, ancienne puissance coloniale et premier partenaire commercial de la Libye, en proie à une insurrection massive contre le régime de Mouammar Kadhafi, a déclenché lundi l'alerte maximum dans ses bases aériennes et décidé l'envoi d'hélicoptères dans le sud de la péninsule.

"Le relèvement du niveau d'alerte à son niveau maximum" a été confirmé par des sources au ministère de la défense italienne, interrogées par l'agence italienne Ansa à Abou Dhabi, où le ministre de la Défense, Ignazio La Russa, effectue une visite officielle.

Rome, qui a décidé de rapatrier ses ressortissants, a également décidé l'envoi dans le sud de la péninsule d'un nombre important d'hélicoptères de l'Armée de l'Air et de la Marine.

La décision a été prise après l'atterrissage à Malte de deux avions de chasse libyens et de deux hélicoptères civils. Les pilotes des deux Mirage F1, ont affirmé avoir fait défection après avoir reçu l'ordre de tirer sur les manifestants à Benghazi, deuxième ville du pays, située à 1.000 km à l'est de Tripoli, et centre de la révolte depuis le 15 février.

Mardi, le chef du gouvernement italien Silvio Berlusconi a convoqué les ministres concernés par la crise (Intérieur, Défense, Affaires étrangères).

Car pour l'Italie, l'enjeu est de taille.

Les deux pays ont signé en août 2008 un accord historique qui a soldé les comptes de plus de trente ans de colonisation italienne (1911-1942). Silvio Berlusconi avait alors présenté les excuses de l'Italie et s'était engagé à verser cinq milliards de dollars de dédommagements sous forme d'investissements sur les 25 prochaines années.

Depuis, l'Italie est à la fois le premier exportateur en Libye, avec une part de marché de 17,5% et le premier débouché des exportations libyennes (20%). Les entreprises italiennes ont obtenu de nombreux contrats en Libye tandis que Tripoli, qui était déjà présente dans le capital d'entreprises italiennes, a renforcé sa présence grâce à ses "pétrodollars".

Belga

mardi 15 février 2011

Migrants tunisiens : Hortefeux délivre un message de fermeté

«Ce n'est l'intérêt ni de la Tunisie qui l'a parfaitement compris, ni de l'Europe, ni de la France que d'encourager et d'accepter ces migrations clandestines», a martelé Brice Hortefeux pour qui «la réponse doit être une réponse européenne». (Crédits photo: François Bouchon/Le Figaro)
«Ce n'est l'intérêt ni de la Tunisie qui l'a parfaitement compris, ni de l'Europe, ni de la France que d'encourager et d'accepter ces migrations clandestines», a martelé Brice Hortefeux pour qui «la réponse doit être une réponse européenne». (Crédits photo: François Bouchon/Le Figaro)

Suite à l'afflux massif d'immigrants en Italie, Brice Hortefeux a rappelé ce mardi qu'un clandestin «a vocation à être reconduit dans son pays d'origine». Les contrôles à proximité de la frontière franco-italienne ont été intensifiés.

Alors qur l'exode de migrants tunisiens vers la petite île italienne de Lampedusa fait craindre l'afflux massif de clandestins vers l'Hexagone, où sont déjà établis environ 600.000 de leurs compatriotes, les autorités françaises sont en alerte. Questionné ce mardi à l'Assemblée nationale sur cette préoccupante situation, le ministre de l'Intérieur et de l'Immigration, Brice Hortefeux, a délivré un message de fermeté. «Un étranger en situation irrégulière a vocation à être reconduit dans son pays d'origine sauf situation humanitaire particulière», a déclaré l'hôte de la Place Beauvau tout en ajoutant que «la règle qui s'appliquera, c'est celle de notre politique migratoire». En clair, les candidatures à l'exil seront appréciées avec discernement, et au cas par cas. Il s'agit, considère-t-on dans son entourage, de «ménager les bonnes relations avec le nouveau pouvoir en place» et «d'accompagner ce grand mouvement de démocratie qui s'est exprimé ces dernières semaine». «Ce n'est l'intérêt ni de la Tunisie qui l'a parfaitement compris, ni de l'Europe, ni de la France que d'encourager et d'accepter ces migrations clandestines», a martelé Brice Hortefeux pour qui «la réponse doit être une réponse européenne».

Les gardes-côtes en alerte

Convaincu que la politique de la France en matière d'immigration et d'asile doit être «cohérente, concertée et partagée», il avait fait adopter, en 2008, un pacte signé à l'unanimité par les pays membres de l'Union. C'est dans ce cadre que l'agence Frontex, qui gère la coopération opérationnelle aux frontières extérieures de la Communauté, a pu débloquer des moyens matériels et humains pour résoudre des problèmes «ponctuels et conjoncturels» à la frontière gréco-turque. En France, les contrôles sont renforcés sur le terrain. Dès samedi dernier, le Centre opérationnel interministériel de la fonction de garde-côtes a été mis en alerte et les contrôles mobiles à proximité de la frontière franco-italienne ont été intensifiés. «Ce sont 5500 migrants qui se sont rendus sur les côtes italiennes depuis le 1er janvier. C'est à rapprocher de 2010, où le phénomène s'était limité à 4400 sur douze mois, a estimé Brice Hortefeux. Face à cela, nous devons agir. D'ailleurs, les autorités tunisiennes l'ont elles-mêmes bien compris, puisqu'elles ont réagi avec beaucoup d'efficacité. Il n'y a plus depuis lundi matin d'arrivée de migrants sur ces côtes italiennes du fait des mesures » prises par Tunis. Lundi dernier, devant un parterre de préfets, d'ambassadeurs et de consuls, le ministre avait déclaré que «c'est pour réussir l'intégration des étrangers en situation légale que nous combattons l'immigration irrégulière», révélant que «plus de 110.000 personnes ont été raccompagnées depuis 2007 dans leur pays d'origine». Soit environ 28.000 éloignements par an, essentiellement vers la Roumanie, le Maroc, l'Algérie, la Tunisie ou encore la Bulgarie, contre 10.000 au début des années 2000.

Désireuses de renforcer l'utilisation de passeports biométriques dans les postes consulaires et lors de contrôles de police et de gendarmerie, les autorités ont décidé d'équiper 27 nouvelles représentations diplomatiques afin qu'elles puissent délivrer ce sésame infalsifiable. Il permet, grâce à un système baptisé «Visabio», d'identifier n'importe où sur le territoire le titulaire d'un titre de tourisme expiré et de le reconduire à la frontière. Fin 2010, 170 postes consulaires ont déjà délivré quelque 500.000 visas biométriques.

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lefigaro

Frattini: l’Italie propose une coopération opérationnelle dans le respect de la souveraineté de l’Etat tunisien

Le chef de la diplomatie italienne Franco Frattini a annoncé, lundi soir à Tunis, la mise en place d'une coopération opérationnelle entre la Tunisie et l'Italie pour bloquer les flux de l'immigration illégale.

M. Frattini qui s'exprimait au terme d'une séance de travail avec le Premier ministre, Mohamed Ghannouchi, a, dans une déclaration de presse, indiqué avoir proposé à la Tunisie "une coopération opérationnelle dans le respect de la souveraineté de l'Etat tunisien" pour bloquer au départ le phénomène de l'immigration illégale.

Il s'agit, a-t-il ajouté, "d'un paquet d'aide opérationnelle pragmatique" avec la mise à la disposition de l'armée tunisienne d'équipements de haute technologie, d'un réseau de radars pour le monitorage et de vedettes, équipements dont le fonctionnement sera assuré par les Tunisiens.

Le Chef de la diplomatie italienne qui a annoncé la création d'un comité technique pour l'élaboration d'un programme opérationnel, a souligné l'importance de mettre en œuvre l'accord bilatéral conclu entre les deux pays dans le domaine de l'émigration, lequel accord implique "des devoirs et des obligations des deux parties" avec la possibilité de revoir les quotas des migrants réguliers.

M. Frattini a d'autre part affirmé être venu en Tunisie pour réitérer le soutien total de l'Italie "à la révolution politique pacifique" et son appui à l'accès de la Tunisie au statut de partenaire avancé de l'Union Européenne exprimant la volonté de l'Italie "de finaliser cet accord avec le gouvernement de M. Ghannouchi".

Il a, également, annoncé, dans ce même contexte, la levée des restrictions de voyage vers la Tunisie faisant part de la volonté de son pays de redynamiser et de mettre en place de nouvelles lignes de crédits d'une valeur de 100 millions d'euros pour financer des projets qui seront annoncés lors de la conférence internationale prévue en mars prochain à Carthage.

Une réunion se tiendra dans ce sens, jeudi prochain en Italie, entre des responsables tunisiens et des représentants des petites et moyennes entreprises, des institutions d'investissement et des régions italiennes.

(TAP)

lundi 14 février 2011

Emigration clandestine: "La Tunisie rejette catégoriquement toute ingérence dans ses affaires intérieures"




ImageTUNIS, 13 fév 2011 (TAP)- Suite à la déclaration de M. Roberto Maroni, ministre italien de l'Intérieur, dans laquelle il a évoqué la question du déploiement de la police italienne en Tunisie afin de lutter contre l'émigration clandestine, une source autorisée du ministère des affaires étrangères affirme : "Autant la Tunisie est fortement attachée à préserver les excellentes relations d'amitié et de coopération établies avec l'Italie et à les promouvoir davantage, autant elle exprime son étonnement face à cette position et affirme son rejet catégorique de toute ingérence dans ses affaires intérieures ou de porter atteinte à sa souveraineté."

"La Tunisie, ajoute le communiqué, réitère sa disposition à coopérer avec les pays frères afin d'identifier les solutions idoines au phénomène de l'émigration clandestine, fondées sur le respect des droits et de la dignité humaine, et sur le principe du développement solidaire."

La même source précise également que "la Tunisie aspire à examiner cette question en toute transparence avec les responsables italiens lors de prochains contacts au cours des jours à venir."

dimanche 13 février 2011

Exode de Tunisiens: l'UE tente d'aider l'Italie

L'Italie est confrontée au débarquement sans précédent d'environ... (Photo: AP)

L'Italie est confrontée au débarquement sans précédent d'environ 5000 Tunisiens en cinq jours sur la petite île de Lampedusa.

Photo: AP

Agence France-Presse
Bruxelles

L'Union européenne examine les mesures qu'elle pourrait prendre pour aider l'Italie à faire face au débarquement de milliers d'immigrants clandestins tunisiens sur son île de Lampedusa, a déclaré dimanche une porte-parole.

«La Commission européenne est en contact étroit avec les autorités italiennes», a indiqué une porte-parole de la Commission de Bruxelles, sans annoncer de mesures concrètes dans l'immédiat.

Alors que l'Italie est confrontée au débarquement sans précédent d'environ 5000 Tunisiens en cinq jours à Lampedusa, le ministre italien de l'Intérieur, Roberto Maroni, a insisté dimanche pour une «intervention urgente de l'UE».

Jusqu'à présent, «l'Europe ne fait rien», alors que Rome demande son aide depuis vendredi, et «une intervention de l'Europe est indispensable», a dit le ministre au journal télévisé TG5.

La Commissaire européenne à la sécurité Cecilia Malmström «a parlé personnellement hier (samedi) avec M. Maroni, et elle est parfaitement consciente de la pression exceptionnelle sur l'Italie» que constitue ce débarquement massif, a déclaré une porte-parole de la Commission.

Mme Malmström est en contact avec Frontex, l'agence de l'UE chargée de la surveillance des frontières, et avec le bureau européen d'aide à l'asile, «pour examiner de quelle manière ils pourraient assister les autorités italiennes», a indiqué la porte-parole.

«La Commission est prête à discuter la question plus en détail au prochain Conseil Justice et Affaires intérieures le 24 février», a-t-elle ajouté.

Le ministre de l'Intérieur Maroni et le ministre des Affaires étrangères Franco Frattini ont réclamé vendredi dans un communiqué commun «la convocation urgente d'une réunion au niveau politique du Conseil justice et Affaires intérieures de l'UE».

L'Italie «demande le déploiement immédiat d'une mission Frontex d'interception et de patrouille au large des côtes de Tunisie pour le contrôle des flux», ont-ils poursuivi.

Il faut «une réponse immédiate de l'UE à la nouvelle situation, l'Italie ne peut pas faire front seule et il est de l'intérêt de l'Europe entière (d'agir) de manière efficace et en temps voulu», ont insisté les ministres italiens.

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cyberpresse

Migrants tunisiens : l'alerte de l'Italie

L'île italienne de Lampedusa fait face à un afflux d'immigrés tunisiens depuis le départ de Ben Ali. © REUTERS

Depuis le départ de Ben Ali, le pays doit faire face à un afflux d'immigrés clandestins.

Plus de 1.000 candidats à l'émigration clandestine vers l'Europe ont été arrêtés ces derniers jours par les autorités tunisiennes, à la recherche d'emplois en Europe. Particulièrement concernée, l'Italie. Le pays voudrait pouvoir envoyer ses propres policiers en Tunisie pour empêcher le départ des migrants.

5.000 clandestins en 5 jours

5.000 clandestins tunisiens ont débarqué en cinq jours sur l'île italienne de Lampedusa, située à seulement 138 km des côtes tunisiennes. Rien que dans la nuit de samedi à dimanche, 977 clandestins sont arrivés sur l'île. "La situation est difficile", a reconnu le commandant du port de Lampedusa, Antonio Morana, "les débarquements se poursuivent à un rythme incessant".

Les policiers tunisiens tentent de leur côté d'enrayer ce flux. Ils ont bloqué plusieurs tentatives d'émigration.

Des policiers italiens en Tunisie ?

L'Italie a proclamé samedi l'état d'urgence humanitaire, ce qui permet d'éviter certaines formalités légales, autorise à prendre des mesures immédiates et de mobiliser rapidement des moyens financiers. Le pays, qui craint une crise humanitaire, a demandé l'aide de ses voisins européens. L'Italie a aussi demandé à l'Union européenne de prendre rapidement une décision définitive, d'ici une dizaine de jours, sur le déploiement d'une mission pour patrouiller au large de la Tunisie.

Le ministre italien de l'Intérieur, Roberto Maroni, membre du parti anti-immigrés et populiste de la Ligue du Nord, a également annoncé dimanche qu'il demandera le déploiement de policiers italiens en Tunisie pour tenter d'empêcher les départs d'immigrants clandestins.

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europe1